Enterprise 2.0: è l’ora delle aziende innovative….e degli utilizzatori

Quest’anno il tradizionale appuntamento con l’Osservatorio Enterprise 2.0 di www.osservatori.net del politecnico di Milano è dedicato praticamente 99% ai casi aziendali e devo dire che anche grazie al concorso che ha premiato i migliori, gli esempi presentati sono di alto livello. Finalmente infatti i casi non sono presentati dall’ICT ma dagli utenti finali, in primis le funzioni di Human Resources e Comunicazione interna. Sono proprio queste e funzioni che insieme hanno creato, nelle aziende che hanno, vinto l’Award dei progetti Enterprise 2.0 vincenti. Per la cronaca i primi 3 sono Unicredit con il progetto Onenet, Eni con Eniwave e Moka, Italcementi con iLike. Sono progetti che superano i limiti della intranet e offrono strumenti di communication e collaboration integrati e strumenti social più o meno avanzati, ma molto efficaci con tutte le caratteristiche di un Linkedin aziendale.

La caratteristica comune di questi esempi di successo è che sono stai progettati dal business con l’aiuto dell’ICT che nel frattempo si era dotata dell’infrastruttura semplice e completa. (manco a farlo apposta dal momento che Microsoft non era presente come sponsor i vincitori hanno utilizzato SharePoint e Office Communication in larga misura)

Tra la scelta della grafica e la cura dei contenuti in larga parte scritti dalle persone, e la campagna di lancio, risulta evidente dalle esperienze, che siamo in un momento di maturità delle esperienze Enterprise 2.0 di queste aziende che sono partite tutte più di 2 anni fa con questi progetti specifici ma hanno esperienza pluriennale di intranet.

Le novità del 2011 sono:

  • l’attenzione alla munticanalità e multidevice: con esempi in cui i dipendenti possono portarsi il loro telefonino o PC o tablet da casa ed integrarlo nella rete allo stesso livello di quello aziendale.
  • L’attenzione alle campagne di lancio, all’usabilità e grafica ed alle statistiche di utilizzo
  • Il riconoscimento dell’importanza dell’intelligenza collettiva, della ricerca e sviluppo delle competenze, che nasce dalla condivisione delle idee attraverso i contenuti
  • Attenzione alle persone come social hub e non solo come “utenti” o dipendenti
  • Tutti hanno evidenziato la quantità di tecnologia disponibile molto superiore alla innovazione delle idee
  • Le nuove generazioni se non trovano strumenti a cui sono abituati su internet in azienda devono fare “downgrade” delle loro capacità lavorative e di condivisione delle idee, che quindi sono inutilizzate, con la perdita di un notevole patrimonio di innovazione indispensabile per la crescita delle aziende.

Questa evoluzione necessaria dell’approccio ad un progetto Enterprise 2.0 porta Pifferi, CIO di Italcementi a dire che non sono elementi marginali per fare crescere l’azienda oggi ma modelli di lavoro che permettono all’organizzazione di sopravvivere in questo periodo di turbolenze e ridefinizione del sistema economico.

Per questi motivi il titolo di questo evento è “il tempo de fare!!”. Non è più un tema tecnologico ma è passato al “come attrarre l’attenzione” del dipendente sull’iniziativa, come farlo partecipare considerando che la risorsa critica oggi è l’attenzione.

In sintesi i progetti Enterprise 2.0 sono la frontiera in cui le aziende chiedono a tutti i dipendenti non solo di fare il lavoro descritto nel ruolo ma di “prestare” le loro teste al bene comune che in questo caso è la sopravvivenza e crescita dell’azienda stessa. Questo cambiamento culturale non è fatto di tecnologia ma di policy, di apertura e condivisione dei temi che fino a poco tempo fa erano considerati tabu’ come i cambiamenti organizzativi, le strategie, le performances etc…

L’azienda “democratica” cresce,  l’organizzazione che non riesce a coinvolgere le persone è destinata a scomparire o ridimensionarsi perché se le idee sono quello quelle dei manager la varietà di soluzioni innovative possibili sono limitate, se invece si coinvolgono migliaia di persone la probabilità che si trovi l’dea giusta per crescere. Per fare questo ad esempio si può utilizzare uno strumento Enterprise 2.0 come il “crowdsourcing” utilizza la tecnologia ma è 100% fatto di persone.

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