200 sviluppatori ad imparare Windows 8

200 sviluppatori ad imparare Windows 8

Oggi a Milano è incominciata la 2 giorni dedicata a Windows 8. Prima ancora che la versione definitiva del prodotto sia sul mercato 200 programmatori sono qui ad imparare come utilizzare questo nuovo sistema operativo per fare applicazioni di Business.

Windows developer conference

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E’ un sistema operativo in linea con i tempi, non certo di rottura dal punto di vista dell’innovazione, perché se vogliamo dirla tutta Microsoft è sempre un passo indietro ad Apple e Google, dovendo salvaguardare un installato di tutto rispetto.

E’ però il sistema operativo del futuro a cui anche gli altri si adegueranno perché permette di avere applicazioni che “girano” allo stesso modo su PC, Tablet e Telefono. Questo non era possibile fino ad oggi.

Per chi fa le “apps” è un cambiamento importante nell’approccio, per chi fa applicazioni tradizionali anche.

Non solo più innovazione in mobilità ma anche innovazione sul PC tradizionale, infatti gli hardware con i touch screen stanno uscendo sul mercato e le applicazioni “metro stile” saranno molto probabilmente quelle che ci porteranno un nuovo livello di produttività.

windows 8

Le conferenze di Technical Conference sono nell’area Microsoft le più innovative, organizzate in stile americano con un livello degli speaker molto alto e un ritmo serrato nelle sessioni altre che il tradizionale “breakfast, coffe break and lunch di ottima qualità”

WP_001286Sono conferenze a pagamento e permettono agli organizzatori di ripagarsi approssimativamente dei costi organizzativi.

Chiunque nel settore può diventare sponsor di queste conferenze e sono un ottimo bacino anche per incontrare persone tecniche esperte o interessate che vengono a studiare per alcuni giorni in una sede diversa dal proprio posto di lavoro. Questo favorisce la concentrazione, le relazioni e lo scambio di esperienze.

Giovedì e Venerdì 25 e 26 ottobre nella stessa location ci sarà un’altra importante conferenza dedicata al nuovo Windows Server 2012, un’altra notevole innovazione di Microsoft che apre le porte ai data center Cloud a tutti.

Per quest’ultima ci sono ancora dei posti e dal momento che sono sponsorship manager posso offrirvi dei coupon di sconto. Nel caso vi interessi scrivete a sponsorship.manager@technicalconferences.it indicando “desidero partecipare alla conferenza server con sconto”.

Diffondete anche ai colleghi questa opportunità e non perdete questi eventi formativi.

Per Banca D’Italia calo di produttività e innovazione sono collegati….vediamo come

Per Banca D’Italia calo di produttività e innovazione sono collegati….vediamo come

A conferma di quanto scrivo da anni, la Banca d’Italia in questo report denominato “Il gap innovativo del sistema produttivo italiano: radici e possibili rimedi”, offre spunti interessanti, anche se ormai noti.

Cito parte del sommario introduttivo perché qui si evidenziano già molti aspetti che congiuntamente creano il gap di produttività:

“Il ritardo dell’Italia nell’attività innovativa rispetto ai principali paesi industriali risente della frammentazione del sistema produttivo in molte piccole imprese che hanno difficoltà a sostenere i costi elevati insiti nella ricerca e sviluppo e ad assumersene i rischi. Vi si sommano carenze di capitale umano nelle funzioni manageriali e di ricerca e un’eccessiva flessibilità dei rapporti di lavoro che riduce l’incentivo a investire in attività di formazione.”

Frammentazione del sistema produttivo: il tessuto delle aziende è decisamente padronale e spesso famigliare. Molte sono anche grandi ma mantengono una decisa impronta feudale nella gestione, per cui lo spazio dato ai manager, professionisti nella gestione dell’impresa, è minima se non nulla. Le aziende non crescono perché hanno difficoltà a gestire i costi della forza lavoro, quindi mantengono la flessibilità non creando affiliazione, e questo impedisce anche la crescita culturale dell’azienda stessa attraverso le sue persone.

Secondo la definizione proposta dall’OECD nel Manuale di Oslo (OECD, 2005) e adottata dall’Eurostat nella European Community Innovation Survey (CIS), l’innovazione va distinta tra innovazione di prodotto, di processo, di marketing e organizzativa. Il report in realtà fa riferimento solo al tema della ricerca e sviluppo, gli spunti però sono riferibili anche agli altri aspetti dell’innovazione.

Specializzazione settoriale: Nel caso dell’Italia, il ritardo innovativo rispetto agli altri principali paesi europei è imputabile, in parte, a una specializzazione settoriale sbilanciata verso produzioni tradizionali a basso contenuto tecnologico.

La dimensione dell’impresa: Nell’indagine Istat (2010) la probabilità di presenza di un sito web, l’intensità di utilizzo della rete, la diffusione di applicazioni software gestionali avanzate (ERP e CRM), il ricorso agli acquisti e alle vendite on-line crescono all’aumentare della dimensione di impresa. In Italia la dimensione media di impresa è di circa 4 addetti, un dato inferiore non solo alla Germania (13,3) e al Regno Unito (11,1), ma anche alla Francia (5,8) e alla Spagna (5,3). Si tratta di un dato strutturale che non dipende, se non in minima parte, dalla composizione settoriale dell’attività produttiva: come evidenziato nella tavola 7, il nostro paese presenta una dimensione
media inferiore a quella delle altre principali economie europee in quasi tutti i settori manifatturieri. Come mostrato in Banca d’Italia (2010b), lo scarto dimensionale complessivo delle imprese italiane
rispetto alla media della UE-15 è attribuibile quasi esclusivamente alle differenze nella dimensione all’interno dei settori.

Struttura proprietaria e manageriale dell’impresa: Appare plausibile l’ipotesi che le imprese familiari presentino in media un maggiore livello di avversione al rischio, quale conseguenza della sostanziale coincidenza tra patrimonio familiare e di impresa, con effetti negativi su crescita, investimenti, internazionalizzazione e innovazione. Le imprese familiari tendono ad avere una minore propensione a ricorrere a management esterno, anche quando scarseggiano le risorse manageriali all’interno della famiglia proprietaria. Queste caratteristiche, poco penalizzanti in periodi di crescita stabile e regolare, possono costituire uno svantaggio più rilevante quando il sistema economico è soggetto a shock esterni e richiede una forte capacità di innovazione e rinnovamento. Secondo i dati del campione EFIGE, le imprese italiane che fanno capo a una famiglia proprietaria sono l’86 per cento, un dato superiore a quello che si registra in Francia (80 per cento), in Spagna (83) e nel Regno Unito (81), inferiore a quello tedesco (90 per cento). Tra queste imprese, quelle che hanno un amministratore delegato appartenente alla famiglia sono oltre l’80 per cento in Italia e in Germania.

La peculiarità italiana diventa evidente quando si isolano le imprese familiari in cui tutto il management è espressione della famiglia proprietaria: queste sono due terzi in Italia, contro un terzo in Spagna, circa un quarto in Francia e in Germania, soltanto il 10 per cento nel Regno Unito. Per quanto riguarda le pratiche manageriali, l’Italia presenta la percentuale più alta di imprese a gestione “accentrata” (85 per cento) e quella più bassa di imprese che utilizzano sistemi di remunerazione individuale incentivanti (16 per cento).

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La qualità della forza lavoro: sul complesso delle imprese manifatturiere, e prescindendo dalla specializzazione settoriale, l’Italia è, anche per questo indicatore, il paese maggiormente in ritardo con una quota media di laureati pari al 6,5 per cento, 2 punti percentuali in
meno rispetto alla Francia e al Regno Unito, 4 rispetto alla Spagna e quasi 5 rispetto alla Germania.

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In sintesi

La ridotta dimensione aziendale, una struttura manageriale molto incentrata sulla famiglia proprietaria, l’adozione di pratiche gestionali che lasciano relativamente poco spazio alla delega e all’autonomia decisionale, un basso livello di capitale umano sono caratteristiche del sistema produttivo italiano che si associano a una bassa propensione all’innovazione.

Si però come se ne esce? Fin qui la diagnosi e le cause, ma la cura quale potrebbe essere? se ci fosse?

Il report nella seconda parte tratta delle azioni che si dovrebbero attuare per superare il gap descritto, che vanno da azioni sul mercato del lavoro, al sistema finanziario, passando per l’istruzione e la pubblica amministrazione. Lascio a voi la lettura, non credo però che vedremo significativi cambiamenti nei prossimi anni, considerando l’ampiezza delle azioni.

E’ fondamentale però che gli imprenditori prendano coscienza dei problemi presentati e cerchino di superarli nella propria azienda per creare un ambiente produttivo ed innovativo, quindi dalla diagnosi si traggono i veri insegnamenti. Dobbiamo chiederci, la mia azienda è strutturata per innovare?, ha il giusto DNA?, ha le persone e l’organizzazione giusta? e la Formazione? Parliamone….

La formazione tecnica salva le aziende!!

La formazione tecnica salva le aziende!!

Ogni periodo di crisi è un momento di cambiamento e ogni cambiamento passa prima di tutto attraverso una riqualificazione delle competenze aziendali.

I livelli bassi di produttività che hanno le aziende italiane pagano lo scotto della mancata innovazione tecnologica, ma la stessa innovazione non è possibile se non si investe nelle competenze adeguate.

Tutti utilizzano strumenti di Microsoft per la produttività e il 2012 /13 sono anni di profondo cambiamento anche per i prodotti di questo controverso fornitore di produttività per le organizzazioni. Da Windows 8 a Office  e SharePoint 2013, il panorama delle opportunità di miglioramento anche per le aziende italiane è enorme.

Le competenze però devono essere adeguate all’utilizzo di questi nuovi strumenti. Da qualche anno i principali appuntamenti di studio delle nuove tecnologie di Microsoft passano attraverso le conferenze tecniche e www.technicalconferences.it è il principale organizzatore di queste conferenze.

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Sotto questo marchio si nascondono piccole società di super specialisti che investono almeno il 50% del proprio tempo nell’aggiornamento continuo delle proprie competenze e hanno creato una rete di esperti italiani e internazionali molto vicini a Microsoft e di Microsoft stessa.

Questi super consulenti, lavorano in progetti direttamente con Microsoft o per risolvere i problemi più complessi con i partner di Microsoft per permettere ai clienti di utilizzare al meglio la tecnologia acquistata e aumentare la produttività dei propri processi di business.

Ogni anno le loro competenze sono messe a disposizione attraverso il modello delle conferenze a pagamento che garantiscono un livello di qualità nella formazione unico nel panorama italiano e si collocano nel panorama internazionale delle conferenze tecniche specialistiche.

Partecipare a queste conferenze è per il personale tecnico delle aziende una opportunità di formazione importante e anche una occasione di networking e di conoscenza di pratiche e realizzazioni internazionali interessanti.

Nei prossimi mesi le conferenze saranno tante:

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Ognuna di queste con una caratterizzazione forte sui prodotti di competenza. Ad esempio la prima: Windows Developer Conference sarà dedicata a Windows 8 appena uscito e permetterà di imparare a realizzare soluzioni su questo rivoluzionario sistema operativo.

Io credo che le aziende che vogliono combattere veramente la crisi lo possano fare solamente innovando sui processi di produttività perché solo riducendo il costo di questi processi si possono avere ancora oggi i margini adeguati per crescere in un mondo che sarà diviso i due: da una parte le aziende che producono lusso, hanno pochi clienti e prodotti con prezzi alti perché unici e apprezzati dalle persone più facoltose; dall’altra le aziende che producono prodotti di  qualità adeguata con costi più bassi di altri e possono permettersi di vendere “low cost” .

Sta scomparendo infatti il consumatore della classe media, o meglio si sta ricollocando nelle altre classi, o decisamente benestante o molto attento al budget familiare.

Per sapere di più sulle conferenze di formazione tecnica contattatemi silviof@netmanagers.it

Evento unico di formazione tecnica sul nuovo Database di Microsoft SQL server 2012 a Milano 28 29 Marzo

Evento unico di formazione tecnica sul nuovo Database di Microsoft SQL server 2012 a Milano 28 29 Marzo

Vorrei segnalarvi questo evento unico di formazione tecnica in modo che possiate divulgarlo all’interno della vostra azienda.

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Si tratta di un database è vero ma è la base su cui si appoggia lo SharePoint che utilizzate. Ogni volta che esce un nuovo database le applicazioni che si possono realizzare sono sempre più potenti, innovative e vicine agli utilizzatori per semplicità ed efficacia. Anche questa volta Microsoft ha migliorato il suo software con funzionalità importanti.

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Quest’anno l’occasione delle SQL conference è particolarmente ghiotta perché sarà la prima conferenza in Italia di approfondimento tecnico su un prodotto basilare della piattaforma Microsoft. L’attesa è grande e finalmente a fine Febbraio sarà lanciato SQL Server 2012 «codename Denali».

Si tratta quindi di un rilascio molto importante, probabilmente il più importante da SQL Server 2005, nel segno della continuità (SQL Server 2005 segnò una discontinuità più forte per i servizi di Business Intelligence) e con un numero più grande di nuovi servizi e opportunità per tutti gli sviluppatori.

Per apprendere le novità di SQL Server 2012 sarà possibile partecipare al lancio virtuale dell’8 Marzo iscrivendosi QUI,  con molte sessioni di formazione introduttive e gratuite che saranno disponibili online sul sito di Microsoft.

Il 27 Marzo presso Microsoft a Milano  nel  Centro Congressi del nuovo Innovation Campus  a Peschiera Borromeo (Milano) 

Per un maggiore approfondimento su SQL server 2012 infine l’evento da non perdere è la Microsoft SQL Server & Business Intelligence Conference 2012, che si terrà presso la nuova sede di Microsoft il 28 e 29 marzo 2012

Per maggiori informazioni e per iscriversi SQL Conference 2012

La Terza Rivoluzione Industriale

La Terza Rivoluzione Industriale

libro triDopo avere letto il uovo libro di Jeremy Rifkinla Terza Rivoluzione Industriale” ci si accorge che tutto quello che sta succedendo ha un senso ed una direzione. Non è detto che l’umanità ce la faccia questa volta, come non ce l’hanno fatta in passato molte specie vissute sulla terna, ma almeno qualcuno ci sta provando seriamente a salvare il pianeta, e non sono solo i “verdi” ma alcuni movimenti politici, governi e organizzazioni importanti. Leggendo una sintesi del Rifkin pensiero

ci si rende conto che siamo all’inizio di un cambiamento epocale nel modo di gestire l’economia, le relazioni, la politica, le organizzazioni…insomma come all’inizio del XX secolo con la seconda rivoluzione industriale, oggi siamo agli albori di un periodo di forte camrifkinbiamento ed innovazione. Allora furono il motore a scoppio e la radio a scatenare il cambiamento e la fonte energetica primaria, il petrolio, sostituì il carbone reduce dalla prima rivoluzione industriale del vapore.

La riflessione di Rifkin è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo, della serie perché non ci abbiamo pensato prima!!  Per fare una rivoluzione industriale, che spazza via tutto il vecchio e cambia per sempre il modo di stare su questa terra in passato ci sono state convergenze nello stesso periodo di innovazioni importanti nelle fonti energetiche e nelle comunicazioni. Oggi siamo in uno di questi momenti storici. Le nuove fonti energetiche dovranno essere rinnovabili perché il petrolio è diventato “non conveniente” oltre che dannoso per l’ecosistema. Estrarre petrolio costa così tanto perché è stata superato il picco di disponibilità e stiamo andando verso l’esaurimento. Trovare nuovi giacimenti da sfruttare è costosissimo e quando si trovano non sono grandi come quelli che stiamo sfruttando ora e stanno per finire.

risparmio-energeticoQuesto provoca un innalzamento del prezzo del petrolio ogni volta che l’economia mondiale riparte. Quando il prezzo del petrolio supera 150$ al barile l’economia mondiale si raffredda. Questi cicli durano 3 o 4 anni ma portano inevitabilmente verso la fine di un ‘era. Quale sarà la nuova era? e come sarà organizzata? Questo ci spiega ampiamente Rifkin nel suo libro. La nuova era è quella delle energie rinnovabili, anche perché non abbiamo scelta. L’innalzamento di anche solo 2 o 3 gradi della temperatura globale provoca sconvolgimenti che portano a uragani, terremoti e freddi o caldi eccessivi che vivremo sempre di più nei prossimi anni, fino all’estinzione delle forme di vita come le conosciamo oggi e difficoltà per l’uomo. Tutte le prove le trovate spiegate nel libro. Non è catastrofismo ma realismo. Intanto L’Europa ha già varato un programma di cambiamento verso la TRI (Terza Rivoluzione Industriale) anche aiutata dai consulenti di Jeremy Rifkin, e diverse città e paesi anche in US si stanno convertendo a fonti di energie rinnovabili.

Queste però devono essere immagazzinate e distribuite, per questo la tecnologia ci aiuta, permettendo non solo ad ognuno di creare per se e per gli altri energia rinnovabile partendo dalla propria casa o azienda, ma di entrare in un mercato globale a rete dell’energia. La tecnologia informatica aiuta a gestire gli interscambi, i picchi ed i movimenti economici legati alla rete energetica distribuita ed il “gioco” è fatto.

Ci vogliono investimenti miliardari come quelli fatti dagli stati per le ferrovie, per le telecomunicazioni etc… ma ce la faremo, e l’Italia ha una posizione invidiabile per il sole, il vento e l’acqua che sono fonti di energia rinnovabile. Secondo Rifkin l’Italia potrebbe diventare il motore energetico dell’Europa invece oggi è la Germania che sta facendo le scelte energetiche più coraggiose con prototipi di Grid Energy e con la diffusione dell’auto elettrica.

Nel dicembre del 2008 l’UE ha adottato una strategia integrata in materia di energia e cambiamenti climatici, che fissa obiettivi ambiziosi per il 2020. Lo scopo è indirizzare l’Europa sulla giusta strada verso un futuro sostenibile sviluppando un’economia a basse emissioni di CO2 improntata all’efficienza energetica. Sono previste le seguenti misure:

  • ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30%, previo accordo internazionale);
  • ridurre i consumi energetici del 20% attraverso un aumento dell’efficienza energetica;
  • soddisfare il 20% del nostro fabbisogno energetico mediante l’utilizzo delle energie rinnovabili.

imagesCAGE0SMHLa crisi in atto sta rallentando gli investimenti ed i programmi ma per tutti noi è una opportunità di cambiamento e l’energia rinnovabile può diventare una fonte di reddito per molte famiglie una volta che si sviluppa il modello rete.

Non sarà facile scardinare lo Status quo ed i poteri forti del petrolio e dell’automobile tradizionale ma è inevitabile e lo farà proprio la carenza di petrolio ed il suo prezzo. Intanto le organizzazioni verticali che sottendevano la struttura economica della seconda rivoluzione industriale lasceranno spazio alle organizzazioni a rete e democratiche che saranno inevitabili nella TRI.

Nelle comunicazioni invece la rivoluzione è la rete, ma questa è arrivata anche un po’ prima del previsto ed sta aiutando l’attuale regime energetico con i risparmi che realizza ad avere una agonia lunga.

Internet e la conoscenza ha già spazzato via molti regimi del mondo islamico e la rete permetterà l’emergere della nuova economia della collaborazione. Il Cloud Computing invece è secondo Rifkin ancora un modo per fare efficienza energetica della vecchia era, ma tant’è che ce lo porteremo dietro come esempio di risparmio di risorse anche nella nuova.

Buona Lettura.