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	<title>Intranet Excellence</title>
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		<title>Evento unico di formazione tecnica sul nuovo Database di Microsoft SQL server 2012 a Milano 28 29 Marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvio_filippi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei segnalarvi questo evento unico di formazione tecnica in modo che possiate divulgarlo all’interno della vostra azienda.

Si tratta di un database è vero ma è la base su cui si appoggia lo SharePoint che utilizzate. Ogni volta che esce un nuovo database le applicazioni che si possono realizzare sono sempre più potenti, innovative e vicine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalarvi questo evento unico di formazione tecnica in modo che possiate divulgarlo all’interno della vostra azienda.</p>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/image.png" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="image" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb.png" width="336" height="205" /></a></p>
<p>Si tratta di un database è vero ma è la base su cui si appoggia lo SharePoint che utilizzate. Ogni volta che esce un nuovo database le applicazioni che si possono realizzare sono sempre più potenti, innovative e vicine agli utilizzatori per semplicità ed efficacia. Anche questa volta Microsoft ha migliorato il suo software con funzionalità importanti.</p>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/image1.png" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="image" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb1.png" width="416" height="310" /></a></p>
<p>Quest’anno l’occasione delle SQL conference è particolarmente ghiotta perché sarà la prima conferenza in Italia di approfondimento tecnico su un prodotto basilare della piattaforma Microsoft. L’attesa è grande e finalmente a fine Febbraio sarà lanciato SQL Server 2012 «codename Denali». </p>
<p>Si tratta quindi di un rilascio molto importante, probabilmente il più importante da SQL Server 2005, nel segno della continuità (SQL Server 2005 segnò una discontinuità più forte per i servizi di Business Intelligence) e con un numero più grande di nuovi servizi e opportunità per tutti gli sviluppatori.</p>
<p>Per apprendere le novità di SQL Server 2012 sarà possibile partecipare al lancio virtuale dell’8 Marzo iscrivendosi <a href="http://www.sqlserverlaunch.com/ITA/Home" target="_blank">QUI</a>,&#160; con molte sessioni di formazione introduttive e gratuite che saranno disponibili online sul sito di Microsoft.</p>
<p>Il 27 Marzo presso Microsoft a Milano&#160; nel&#160; Centro Congressi del nuovo <a href="http://www.microsoft.com/italy/newscenter/Speciale.aspx?id=10" target="_blank">Innovation Campus</a>&#160; a Peschiera Borromeo (Milano)&#160; </p>
<p>Per un maggiore approfondimento su SQL server 2012 infine l’evento da non perdere è la Microsoft SQL Server &amp; Business Intelligence Conference 2012, che si terrà presso la nuova sede di Microsoft il 28 e 29 marzo 2012</p>
<p>Per maggiori informazioni e per iscriversi <b><a href="http://www.sqlconference.it/">SQL Conference 2012</a></b></p>
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		<title>La Terza Rivoluzione Industriale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvio_filippi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo avere letto il uovo libro di Jeremy Rifkin “la Terza Rivoluzione Industriale” ci si accorge che tutto quello che sta succedendo ha un senso ed una direzione. Non è detto che l’umanità ce la faccia questa volta, come non ce l’hanno fatta in passato molte specie vissute sulla terna, ma almeno qualcuno ci sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/libro-tri.jpg" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;float: right;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="libro tri" align="right" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/libro-tri_thumb.jpg" width="128" height="204" /></a>Dopo avere letto il uovo libro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin" target="_blank">Jeremy Rifkin</a> “<a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terza-rivoluzione-industriale.php#" target="_blank">la Terza Rivoluzione Industriale</a>” ci si accorge che tutto quello che sta succedendo ha un senso ed una direzione. Non è detto che l’umanità ce la faccia questa volta, come non ce l’hanno fatta in passato molte specie vissute sulla terna, ma almeno qualcuno ci sta provando seriamente a salvare il pianeta, e non sono solo i “verdi” ma alcuni movimenti politici, governi e organizzazioni importanti. Leggendo una sintesi del <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2007/terza_rivoluzione_industriale.pdf" target="_blank">Rifkin pensiero</a> </p>
<p>ci si rende conto che siamo all’inizio di un cambiamento epocale nel modo di gestire l’economia, le relazioni, la politica, le organizzazioni…insomma come all’inizio del XX secolo con la seconda rivoluzione industriale, oggi siamo agli albori di un periodo di forte cam<a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/rifkin.jpg" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;float: left;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="rifkin" align="left" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/rifkin_thumb.jpg" width="332" height="230" /></a>biamento ed innovazione. Allora furono il motore a scoppio e la radio a scatenare il cambiamento e la fonte energetica primaria, il petrolio, sostituì il carbone reduce dalla prima rivoluzione industriale del vapore. </p>
<p>La riflessione di Rifkin è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo, della serie perché non ci abbiamo pensato prima!!&#160; Per fare una rivoluzione industriale, che spazza via tutto il vecchio e cambia per sempre il modo di stare su questa terra in passato ci sono state convergenze nello stesso periodo di <strong>innovazioni importanti nelle fonti energetiche e nelle comunicazioni</strong>. Oggi siamo in uno di questi momenti storici. Le nuove fonti energetiche dovranno essere rinnovabili perché <strong>il petrolio</strong> è diventato “non conveniente” oltre che dannoso per l’ecosistema. Estrarre petrolio costa così tanto perché è stata superato il picco di disponibilità e stiamo andando verso l’esaurimento. Trovare nuovi giacimenti da sfruttare è costosissimo e quando si trovano non sono grandi come quelli che stiamo sfruttando ora e stanno per finire. </p>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/risparmio-energetico.jpg" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;float: right;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="risparmio-energetico" align="right" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/risparmio-energetico_thumb.jpg" width="297" height="254" /></a>Questo provoca un innalzamento del prezzo del petrolio ogni volta che l’economia mondiale riparte. Quando il prezzo del petrolio supera 150$ al barile l’economia mondiale si raffredda. Questi cicli durano 3 o 4 anni ma portano inevitabilmente verso la fine di un ‘era. Quale sarà la nuova era? e come sarà organizzata? Questo ci spiega ampiamente Rifkin nel suo libro. La nuova era è quella delle energie rinnovabili, anche perché non abbiamo scelta. L’innalzamento di anche solo 2 o 3 gradi della temperatura globale provoca sconvolgimenti che portano a uragani, terremoti e freddi o caldi eccessivi che vivremo sempre di più nei prossimi anni, fino all’estinzione delle forme di vita come le conosciamo oggi e difficoltà per l’uomo. Tutte le prove le trovate spiegate nel libro. Non è catastrofismo ma realismo. Intanto L’Europa ha già varato un programma di cambiamento verso la TRI (Terza Rivoluzione Industriale) anche aiutata dai consulenti di Jeremy Rifkin, e diverse città e paesi anche in US si stanno convertendo a fonti di energie rinnovabili.</p>
<p>Queste però devono essere immagazzinate e distribuite, per questo la tecnologia ci aiuta, permettendo non solo ad ognuno di creare per se e per gli altri energia rinnovabile partendo dalla propria casa o azienda, ma di entrare in un mercato globale a rete dell’energia. La tecnologia informatica aiuta a gestire gli interscambi, i picchi ed i movimenti economici legati alla rete energetica distribuita ed il “gioco” è fatto.</p>
<p>Ci vogliono investimenti miliardari come quelli fatti dagli stati per le ferrovie, per le telecomunicazioni etc… ma ce la faremo, e<strong> l’Italia ha una posizione invidiabile</strong> per il sole, il vento e l’acqua che sono fonti di energia rinnovabile. Secondo Rifkin l’Italia potrebbe diventare il motore energetico dell’Europa invece oggi è la Germania che sta facendo le scelte energetiche più coraggiose con prototipi di <strong>Grid Energy</strong> e con la diffusione dell’auto elettrica.</p>
<p>Nel dicembre del 2008 l&#8217;UE ha adottato una <a href="http://ec.europa.eu/climateaction/eu_action/index_it.htm" target="_blank">strategia integrata in materia di energia</a> e cambiamenti climatici, che fissa obiettivi ambiziosi per il 2020. Lo scopo è indirizzare l&#8217;Europa sulla giusta strada verso un futuro sostenibile sviluppando un&#8217;economia a basse emissioni di CO<sub>2</sub> improntata all&#8217;efficienza energetica. Sono previste le seguenti misure:</p>
<ul>
<li>ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30%, previo accordo internazionale); </li>
<li>ridurre i consumi energetici del 20% attraverso un aumento dell&#8217;efficienza energetica; </li>
<li>soddisfare il 20% del nostro fabbisogno energetico mediante l&#8217;utilizzo delle energie rinnovabili. </li>
</ul>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/imagesCAGE0SMH.jpg" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;float: left;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="imagesCAGE0SMH" align="left" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2012/02/imagesCAGE0SMH_thumb.jpg" width="296" height="346" /></a>La crisi in atto sta rallentando gli investimenti ed i programmi ma per tutti noi è una opportunità di cambiamento e l’energia rinnovabile può diventare una fonte di reddito per molte famiglie una volta che si sviluppa il modello rete.</p>
<p>Non sarà facile scardinare lo Status quo ed i poteri forti del petrolio e dell’automobile tradizionale ma è inevitabile e lo farà proprio la carenza di petrolio ed il suo prezzo. Intanto le organizzazioni verticali che sottendevano la struttura economica della seconda rivoluzione industriale lasceranno spazio alle organizzazioni a rete e democratiche che saranno inevitabili nella TRI.</p>
<p>Nelle <strong>comunicazioni invece la rivoluzione è la rete</strong>, ma questa è arrivata anche un po’ prima del previsto ed sta aiutando l’attuale regime energetico con i risparmi che realizza ad avere una agonia lunga.</p>
<p>Internet e la conoscenza ha già spazzato via molti regimi del mondo islamico e la rete permetterà l’emergere della nuova economia della collaborazione. Il Cloud Computing invece è secondo Rifkin ancora un modo per fare efficienza energetica della vecchia era, ma tant’è che ce lo porteremo dietro come esempio di risparmio di risorse anche nella nuova.</p>
<p>Buona Lettura. </p>
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		<title>Bell&#8217;articolo su Cloud&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvio_filippi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi vi consiglio di leggere attentamente QUESTO ARTICOLO. C’è praticamente tutto spiegato in modo semplice, poco da aggiungere ma qualcosa da evidenziare:
La sezione relativa ai bisogni che cita così:

aumento dei ritmi e della velocità del lavoro, con la conseguente necessità di 
massima tempestività: i mercati cambiano in fretta e per mantenersi competitivi è necessario avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi consiglio di leggere attentamente <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2011/12/12/cloud-a-chi-e-perche-conviene-la-nuvola" target="_blank">QUESTO ARTICOLO</a>. C’è praticamente tutto spiegato in modo semplice, poco da aggiungere ma qualcosa da evidenziare:</p>
<p>La sezione relativa ai bisogni che cita così:</p>
<ul>
<li>aumento dei ritmi e della velocità del lavoro, con la conseguente necessità di </li>
<li>massima tempestività: i mercati cambiano in fretta e per mantenersi competitivi è necessario avere strutture flessibili e scalabili; </li>
<li>necessità di condividere risorse e informazioni interne che devono essere integrate con dati provenienti dall’esterno; </li>
<li>attenzione sempre maggiore al proprio core business. </li>
</ul>
<p>In realtà più che bisogni puntuali questi sono trend che esistono da un po’ di anni mentre normalmente siamo abituati a vedere solo i trend tecnolgici verso il cloud come :</p>
<ul>
<li>La virtualizzazione </li>
<li>Le applicazioni multi tenant </li>
<li>i sistemi di billing evoluti delle risorse ICT </li>
<li>La diffusione della banda larga </li>
</ul>
<p>Che non sono evidenziati nell’articolo.</p>
<p>Per quanto riguarda il ROI è interessante notare che la lista delle componenti descritte&#160; nell’articolo è molto ampia:</p>
<ul>
<li>eliminare o ridurre la gestione dell’infrastruttura IT </li>
<li>concentrazione sul proprio core business </li>
<li>facilità di gestione del budget </li>
<li>riduzione del supporto help desk </li>
<li>rapidità di deployment </li>
<li>scalabilità elevata e veloce </li>
<li>facilità di trovare il “taglio” giusto di servizio più adatto alle proprie esigente </li>
<li>riduzione della formazione per gli utenti </li>
<li>l’accesso da sedi diverse da quella aziendale </li>
<li>semplificazione delle infrastrutture interne: </li>
<li>aggiornamenti più frequenti e più graduali </li>
<li>esternalizzazione del rischio </li>
</ul>
<p>E’ interessante come il tema della sicurezza sia stato interpretato come Esternalizzazione del rischio! E’ importante che le aziende comprendano che tenere i dati in casa su server non sufficiente protetti e aggiornati per mancanza di adeguati investimenti è di gran lunga più rischiose che metterli nei datacenter di operatori professionisti che sono protetti come dei bunker.</p>
<p>Speriamo che questo articolo sia un altro tassello che aiuta gli imprenditori e i decisori di business a rivoluzionare l’approccio verso il servizio ICT. </p>
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		<title>Enterprise 2.0: &#232; l&#8217;ora delle aziende innovative&#8230;.e degli utilizzatori</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvio_filippi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Intranet]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno il tradizionale appuntamento con l’Osservatorio Enterprise 2.0 di www.osservatori.net del politecnico di Milano è dedicato praticamente 99% ai casi aziendali e devo dire che anche grazie al concorso che ha premiato i migliori, gli esempi presentati sono di alto livello. Finalmente infatti i casi non sono presentati dall’ICT ma dagli utenti finali, in primis [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno il tradizionale appuntamento con l’Osservatorio Enterprise 2.0 di <a href="http://www.osservatori.net">www.osservatori.net</a> del politecnico di Milano è dedicato praticamente 99% ai casi aziendali e devo dire che anche grazie al concorso che ha premiato i migliori, gli esempi presentati sono di alto livello. Finalmente infatti i casi non sono presentati dall’ICT ma dagli utenti finali, in primis le funzioni di Human Resources e Comunicazione interna. Sono proprio queste e funzioni che insieme hanno creato, nelle aziende che hanno, vinto l’Award dei progetti Enterprise 2.0 vincenti. Per la cronaca i primi 3 sono <strong>Unicredit con il progetto Onenet, Eni con Eniwave e Moka, Italcementi con iLike. </strong>Sono progetti che superano i limiti della intranet e offrono strumenti di communication e collaboration integrati e strumenti social più o meno avanzati, ma molto efficaci con tutte le caratteristiche di un Linkedin aziendale. </p>
<p>La caratteristica comune di questi esempi di successo è che sono stai progettati dal business con l’aiuto dell’ICT che nel frattempo si era dotata dell’infrastruttura semplice e completa. (manco a farlo apposta dal momento che Microsoft non era presente come sponsor i vincitori hanno utilizzato SharePoint e Office Communication in larga misura)</p>
<p>Tra la scelta della grafica e la cura dei contenuti in larga parte scritti dalle persone, e la campagna di lancio, risulta evidente dalle esperienze, che siamo in un momento di maturità delle esperienze Enterprise 2.0 di queste aziende che sono partite tutte più di 2 anni fa con questi progetti specifici ma hanno esperienza pluriennale di intranet.</p>
<p>Le novità del 2011 sono:</p>
<ul>
<li>l’attenzione alla munticanalità e multidevice: con esempi in cui i dipendenti possono portarsi il loro telefonino o PC o tablet da casa ed integrarlo nella rete allo stesso livello di quello aziendale. </li>
<li>L’attenzione alle campagne di lancio, all’usabilità e grafica ed alle statistiche di utilizzo </li>
<li>Il riconoscimento dell’importanza dell’intelligenza collettiva, della ricerca e sviluppo delle competenze, che nasce dalla condivisione delle idee attraverso i contenuti </li>
<li>Attenzione alle persone come social hub e non solo come “utenti” o dipendenti </li>
<li>Tutti hanno evidenziato la quantità di tecnologia disponibile molto superiore alla innovazione delle idee </li>
<li>Le nuove generazioni se non trovano strumenti a cui sono abituati su internet in azienda devono fare “downgrade” delle loro capacità lavorative e di condivisione delle idee, che quindi sono inutilizzate, con la perdita di un notevole patrimonio di innovazione indispensabile per la crescita delle aziende. </li>
</ul>
<p>Questa evoluzione necessaria dell’approccio ad un progetto Enterprise 2.0 porta Pifferi, CIO di Italcementi a dire che non sono elementi marginali per fare crescere l’azienda oggi ma modelli di lavoro che permettono all’organizzazione di sopravvivere in questo periodo di turbolenze e ridefinizione del sistema economico.</p>
<p>Per questi motivi il titolo di questo evento è “il tempo de fare!!”. Non è più un tema tecnologico ma è passato al “come attrarre l’attenzione” del dipendente sull’iniziativa, come farlo partecipare considerando che <strong>la risorsa critica oggi è l’attenzione</strong>.</p>
<p>In sintesi i progetti Enterprise 2.0 sono la frontiera in cui le aziende chiedono a tutti i dipendenti non solo di fare il lavoro descritto nel ruolo ma di “prestare” le loro teste al bene comune che in questo caso è la sopravvivenza e crescita dell’azienda stessa. Questo cambiamento culturale non è fatto di tecnologia ma di policy, di apertura e condivisione dei temi che fino a poco tempo fa erano considerati tabu’ come i cambiamenti organizzativi, le strategie, le performances etc… </p>
<p>L’azienda “democratica” cresce,&#160; l’organizzazione che non riesce a coinvolgere le persone è destinata a scomparire o ridimensionarsi perché se le idee sono quello quelle dei manager la varietà di soluzioni innovative possibili sono limitate, se invece si coinvolgono migliaia di persone la probabilità che si trovi l’dea giusta per crescere. Per fare questo ad esempio si può utilizzare uno strumento Enterprise 2.0 come il “crowdsourcing” utilizza la tecnologia ma è 100% fatto di persone.</p>
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		<title>E&#8217; nata una stella, pardon&#8230;&#8230; una Skilla</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 15:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvio_filippi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Cloud]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La formazione che mancava, o meglio che pochi potevano avere ora c’è ed è a disposizione di tutti.
Skilla
&#160;

Cloudea è partner di Skilla perché crede che in questo periodo di rivoluzione il cambiamento è accelerato se le persone imparano ad essere più dinamiche e flessibili e apprendono le “abilità” necessarie per comunicare nel nuovo mondo.

Oggi le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La formazione che mancava, o meglio che pochi potevano avere ora c’è ed è a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://www.skilla.com/index.php/it/"><font size="5"><strong>Skilla</strong></font></a></p>
<p>&#160;</p>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image.png" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="image" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image_thumb.png" width="615" height="533" /></a></p>
<p>Cloudea è partner di Skilla perché crede che in questo periodo di rivoluzione il cambiamento è accelerato se le persone imparano ad essere più dinamiche e flessibili e apprendono le “abilità” necessarie per comunicare nel nuovo mondo.</p>
<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image1.png" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="image" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image_thumb1.png" width="401" height="216" /></a></p>
<p>Oggi le aziende che non sanno comunicare con gli strumenti adeguati, e per certi versi la email è uno strumento vecchio, si trovano in una pessima situazione perché pur avendo buoni prodotti perdono di fronte ad aziende che utilizzano bene i nuovi strumenti e quindi hanno un vantaggio competitivo.</p>
<p>Il problema è grave perché avendo costi più alti di processo, poca innovazione e creatività e non attraendo i giovani talenti, si stanno costruendo una fossa, ma non si rendono conto che stanno sbagliando perché non riescono ad immaginare un modo diverso di comunicare da quello che utilizzano da anni.</p>
<p>Del resto anche quando l’invenzione della stampa diffuse i libri, coloro che non sapevano leggere e scrivere, facevano comunque affari ala vecchia maniera mentre coloro che sapevano leggere e scrivere lavoravano meglio ed essendo informati alla lunga ebbero più successo.</p>
<p>Ora le aziende sono a metà del bivio anche generazionale però in Italia le redini del potere sono ancora in mano a persone “analogiche”.</p>
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<p><a href="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image2.png" rel="lightbox"><img style="border-right-width: 0px;padding-left: 0px;padding-right: 0px;border-top-width: 0px;border-bottom-width: 0px;border-left-width: 0px;padding-top: 0px" border="0" alt="image" src="http://www.intranet-excellence.com/wp-content/uploads/2011/10/image_thumb2.png" width="503" height="379" /></a></p>
<p>Skilla è una formazione multimediale che rivoluziona il modo di comunicare e fare formazione ed in quanto tale sarà immediatamente apprezzato dalle aziende che sanno innovare. Nasce dall’esperienza di Amicucci Formazione nelle grandi aziende italiane. Ora le PMI possono avvalersi di questi supporti formativi per migliorare il proprio capitale umano e raggiungere vantaggi competitivi esattamente come le grandi organizzazioni ma con investimenti limitati e finanziabili dai fondi di categoria.</p>
<p>Se volete avere informazioni su come sviluppare un progetto formativo finanziato con <a href="http://www.skilla.com">SKILLA</a> e vederlo in azione contattaci attraverso <a href="http://cloudea1-web.sharepoint.com/Pages/Skilla.aspx">questo modulo</a></p>
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